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    Punto e basta

    Strategie per insegnare l’autostima

    Il 2 Aprile abbiamo festeggiato la giornata dedicata alla consapevolezza dell’autismo.

    Ci hai fatto caso che leggere ABBIAMO FESTEGGIATO porta alle stelle una condizione che dovrebbe invece farti sentire più malinconica?

    E’ una vera e propria STRATEGIA per coltivare l’AUTOSTIMA.
    Nostra di mamme, che vediamo quante informazioni e celebrazioni viaggiano in rete.
    Ma anche di quei bambini ai quali possiamo raccontare che è la loro festa.

    Io sono convinta che chi abbia individuato in America il simbolo del puzzle per identificare l’autismo in ogni sua forma non lo abbia fatto a caso. Ma strategicamente.

    Osserva questa illustrazione di Laura Guerra, alias “drawingfish”.

    (se vuoi scoprire la delicatezza di tutte le sue illustrazioni CLICCA QUI per il suo profilo IG)

    La mente dei nostri figli va sollecitata perchè quei due pezzi si incastrino come le corone di un orologio svizzero.
    Ti domando : credi che per altri bambini ufficialmente normodotati questo non valga? Che anche loro non abbiano bisogno di essere incoraggiati o sostenuti per abilità o emozioni particolari?

    Secondo me sì.
    Tutti i genitori usano mente, ma soprattutto cuore nel dare una mano ai propri figli quando devono imparare qualcosa di nuovo.

    Nel vedere per la prima volta questa immagine, Laura, senza saperlo (ci conosciamo da 4 giorni e solo on line), mi ha infuso grande autostima.
    Io ho rivisto il papà di Giulia e me, intenti a scambiarci “consegne”, intuizioni, opinioni, lavorando a cerchio e ottenendo, per questo, ottimi risultati.

    LO STESSO CUORE CHE SI INCASTRA PER AMORE

    Se hai i miei stessi occhi non potrai che dire lo stesso!

    Riempi il cuore di illustrazioni come questa, abitua il tuo occhio a scovarle e leggerle. Ti sentirai STRA-BENE, forse meglio di chi non ha sempre attivo il motore della SENSIBILITA’.

    Sempre questa illustrazione mi ha ricordato che ogni giorno lavoro sull’autostima di Giulia con grande pazienza.

    “Non esiste non sono capace, esiste “non lo so ancora fare”

    Giulia, quando si sente impossibilitata a fare, non riesce a chiedere aiuto e si rifugia nella sua frase “Io ho paura”.

    Ecco…
    I sorrisi stampati sul viso dei due protagonisti dell’illustrazione di Laura Guerra mi ricordano chiaramente i nostri volti quando ci è stato svelato l’arcano dai terapisti.
    E i nostri abbracci quando siamo riusciti ad unire le due parti “del cuore”.

    Giulia non aveva paura a scendere le scale, aveva solo bisogno che le spiegassi che farlo dal lato della parete l’avrebbe tranquillizzata.
    Giulia non aveva paura a giocare con giochi da tavolo nuovi , aveva solo bisogno di una persona che la aiutasse a farlo per mostrarle – e non solo raccontarle – come poteva fare.

    In realtà Giulia ha paura di pochissime cose : in questo momento mi vengono in mente le cavallette come la mamma.
    E se si sente guidata prova a fare tutto o quasi, con una prudenza che è sua personale per la quale, ad esempio, non ho mai dovuto temere che si affogasse col cibo o con piccoli giochi perchè lei stessa evita a priori situazioni di questo genere.

    Non si arriva in alto superando gli altri.
    Si arriva in alto superando sè stessi.

    Insegna a tuo figlio o figlia ogni giorno che lui vale, che può fare tutto ciò che la sua difficoltà gli consente.

    Brillerà di luce propria se sentirà che tu stimi le sue capacità.

    E questo accade quando dai fiducia alle tue e respiri AUTOSTIMA.

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