• Punti Esclamativi

    Come coltivo il nostro viaggio

    Mio papà giocava spesso con me in cortile.Mia mamma si affacciava e diceva : “State distruggendo il prato”.

    “Non stiamo crescendo un prato” – rispondeva lui – “stiamo crescendo dei figli”. – Harmon Clayton Killbrew

    Quando hai desiderato diventare mamma, non avresti mai pensato alla tua vita “in viaggio”, ma solo ad una “splendida destinazione” da condividere serenamente con tutti.

    Quella notizia ti ha squarciato il cuore.
    Probabilmente ancora oggi non hai aperto la mente a idee che possano rendere quel viaggio una peregrinazione piena di sorprese, ora piacevoli ora comunque fondamentali per arrivare alla tappa successiva.

    Che cosa ho pensato io quando mi hanno comunicato la diagnosi te l’ho raccontato QUI.
    Ho scelto di vedere la LUCE e di evitare che il BUIO invadesse la mia mente.
    Ho scelto di ASCOLTARE e di OSSERVARE e di non perdere neanche un solo gesto che Giulia potesse fare per aiutarmi a comprendere di più.

    HO SCELTO DI COLTIVARE IL NOSTRO VIAGGIO, giorno per giorno.

    A volte le immagini sono meglio di 1000 parole e perciò ho scelto questa illustrazione di Giorgia Napoletano, alias judy_rotter, per spiegarti meglio il mio processo mentale.

    P.S. Trovi le sue “leggere visioni del mondo”, illustrate ad arte, QUI nel suo profilo Instagram

    HO CHIUSO GLI OCCHI

    quando, rientrata a casa, ho ripensato alle parole usate dalla dottoressa che aveva confermato la diagnosi : “Giulia è come su un filo elastico, potrà andare avanti ma potrebbe anche perdere l’equilibrio e tornare indietro”.

    AVRA’ 10 AMICI ANZICHE’ 100

    aggiunse con un semplice esempio per farci intendere che, al suo stadio, se ben supportata, avrebbe potuto condurre una vita normalissima e nessuno avrebbe potuto comprendere che in lei convive un piccolo spettro invadente.

    UN SEME DENTRO LA MIA MENTE

    stava prendendo forma.
    Non era il momento nè il caso di pregiudicare le opportunità che Giulia avrebbe potuto avere nonostante la difficoltà.
    Dovevo, dovevamo – insieme al padre – fare qualcosa.

    FREQUENTARE IL CORSO DI PARENT TRAINING

    è stata la scelta migliore.
    Te ne ho parlato già una prima volta QUI.
    Cosa fai per fare in modo che il seme che hai piantato generi una pianta? INNAFFIARLO.
    E quell’occasione fu il primo getto d’acqua che bagno’ la mia mente

    DA QUEL GIORNO NON HO PIU’ SMESSO DI INNAFFIARE

    perchè ho letto due testi introduttivi all’autismo, che mi hanno allargato la mente e fatto andare oltre i comuni stereotipi.
    Perchè ho acquistato libri per Giulia che avessero un preciso obiettivo: aiutarla a comprendere in modo semplificato cosa significa giocare, essere felice, gestire la paura o la rabbia.
    Perchè ho attribuito ad ogni suo gesto un preciso significato, perchè ho notato che lei tendeva ad emularmi e ho sfruttato questa chiave per renderle naturale crescere.

    IL MIO E’ UN VASO MOLTO GRANDE

    perchè nella mia mente c’è sempre un corridoio da riempire, con nuove informazioni, nuove scorciatoie, nuove mosse da fare.

    Non devi coltivare un giardino per essere vicina a tuo figlio o figlia e la sua difficoltà.
    Devi aprire la tua mente ad uno o pochi più semi che avran bisogno della tua costanza per essere innaffiati e generare prima un germoglio verde e poi una pianta.

    Dopo quasi 3 anni io sento che le radici della mia pianta sono intricate al punto che nessuno potrà mai reciderle.

    Tanto da aver deciso di aprire il mio vaso, LA MIA MENTE, il mio modo di pensare alle mamme che non riescono a cogliere questa opportunità o sentono solo il peso del coccio, senza notare la pianta che prende forma dentro.

    Ciò che la tua mente può far germogliare può avere aspetti diversi:

    • una pianta selvatica, quella che cresce da sola con qualsiasi clima, a qualsiasi temperatura e ovunque il vento la trascini
    • una pianta verde che tende a seccare, perchè le hai dato il nutrimento per accoglierla ma non gliene dai più per farla crescere
    • una pianta rigogliosa, che potrebbe diventare un albero per le cure e le attenzioni che le rivolgi

    La mente che riesce ad allargarsi non torna mai alla dimensione precedente – A.Einstein

    E’ questo che ti invito a fare, anche e soprattutto in questo periodo che le vostre distanze fisiche sono accorciate dalla necessità di stare a casa.

    PRESTA ATTENZIONE NON AL TUO DOLORE E AI TUOI DUBBI.
    MA AI SUOI COMPORTAMENTI, I SUOI GESTI, LE SUE PAROLE.

    Metti al primo posto i suoi comportamenti, le sue parole, i suoi gesti e non chiederti perchè non poteva nascere diverso, ma, al contrario, perchè quella “differenza” può essere un’opportunità.

    Un’opportunità che costa sacrifici, sofferenza, tenacia, ore di sonno, paure e ansie. Ma un’opportunità per te di essere mamma a 360° gradi, per far crescere la tua autostima (approfondisci QUI se vuoi) e comprendere che ci sono cose più importanti che un selfie al giorno su Facebook o Instagram per farti BRILLARE DI LUCE PROPRIA.

    Ogni giorno, quando annaffi, pensa che un giorno non potrai più farlo.

    Prima di pensare a chi potrà sostituirti, pensa a cosa potrà semplificare questa azione.

    Il successo dipende dalla tua VOLONTÀ’, cara mamma in crosta!

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