• Punto e basta

    Ho fatto il botto!

    Osserva la foto che ho scelto per questo blog post.

    Immagina che il tuo cervello, mamma in crosta, sia come questa centralina, in cui, un certo giorno, ad una data ora, salti un contatore.

    Ho fatto il botto!

    Eh sì, e ora che sto meglio vedo ogni cosa in modo positivo (strano, dirai?!? )

    Ti descrivo la sensazione, giusto per non confondere il botto con un attimo di scoramento.

    Mi sveglio come ogni mattina e penso cosa fare.
    Colazione, programmazione di due cose al pc per lavoro, riordinare la casa, giocare con Giulia…
    Alla parola programmazione vedevo la stanza girare. Le altre dopo sembrava che qualcuno me le stesse urlando quasi fossi sorda!

    Per non parlare dell’eterna sonnolenza pomeridiana, che neanche due caffè riuscivano a mettere a bada.

    Mi sono spaventata

    Quando sei da sola in casa con una bambina di 6 anni, per di più “speciale, pensi subito ” se mi sento male chi ci pensa a lei?”

    E non ho detto nulla neanche al mio compagno, lontano più di 200 km e impegnato mentalmente su un’attività da far ripartire dopo la pandemia.

    Sapevo che avrei potuto farcela

    Mi è bastato guardare Giulia, esattamente come quando quel penoso licenziamento senza giusta causa mi stava minacciando mentalmente, per capire che dovevo lasciar perdere tutto per qualche giorno.

    Ho mollato tutto il “dovere”, perchè, pur se misto a piacere, sembrava veleno in quel momento.

    Non ci crederai, ma la prima cosa che mi è venuta di fare è stato cercare applicazioni sul telefono che potessero invogliarmi a fare movimento.
    L’idea di acquistare un tapis roulant è rimandata, ma il fisico borbotta, la pre-menopausa bussa insistentemente e la mente ne risente.

    Così dal primo giorno di BURN-OUT (=stress psico-fisico), ogni mattina, appena sveglia, bevo un bicchierone di acqua naturale e pratico yoga dimagrante.

    Senza stress

    Come è possibile : è un’applicazione pensata per aumentare il tempo dedicato al movimento ogni giorno di pochi minuti, partendo solo da 5.

    All’inizio pensavo di volermi convincere avrebbe funzionato.
    Invece, sta dando i suoi frutti.

    Non ho più dolori quando mi alzo dal letto, i rotoli di ciccia laterali si stanno sgonfiando (hai presente quando le culotte all’improvviso le senti come i pantaloni di Fantozzi?!?) e parto carica per la giornata.

    Quando finirò questo programma ho già un’altra app pronta per proseguire.
    Cosa mi fa stare bene? Non rinuncio a stare qualche minuto sola con me stessa, senza specchi indagatori, altre persone che creano confusione intorno a me che invece sento il bisogno di stare in silenzio.

    Poi, ho ritrovato la voglia di giocare con Giulia seguendo la scia dei suoi ultimi progressi di comunicazione.

    “Cos’hai mamma?”
    “Ho la testa piena di cosa da fare. Non mi sento molto bene.”
    “Non ti preoccupare mamma. Abbassati, ti faccio dei massaggini veloci al cervello e tu mi sorriderai subito”

    Giulia è il mio “mentore” quando non sono in forma

    Un po’ perchè lei ha paura quando io non sto bene, perchè percepisce che le potrebbe mancare il suo punto di riferimento.
    Un po’ perchè le sue soluzioni da “fata turchina” sono eccezionali…e a volte funzionano perchè di risate ne facciamo tante insieme!

    Tutto questo per dirti che ci sono voluti pochi giorni per rielaborare che a volte dobbiamo fare spazio e scegliere ciò che è davvero prioritario.

    Noi mamme in crosta siamo già complicate.
    Facciamo qualcosa in più di altre perchè così ci è capitato.

    E l’insegnamento che dovremmo trarne tutte da questa mia esperienza personale è che a volte il cervello e il cuore parlano due lingue diverse.

    Bisogna prendersi un attimo, respirare, e vedrai che insieme torneranno a dialogare più uniti e forti di prima!

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