• praticamente-perfetta

    Punto e basta

    Arrivederci e grazie infinite!

    Il giorno che arriverai, cara mamma in crosta, ad uno come il nostro di oggi, credimi, dire “Arrivederci e grazie infinite!” non sarà proprio una passeggiata.

    Oggi il destino ha voluto che fosse il giorno di commiato “ufficiale” (dal vivo e non più in videochiamata) con le persone che hanno reso possibile scoprire cosa rendesse difficile a Giulia stare in mezzo a noi e con noi e che ci hanno aiutato a semplificare tutto.
    Al punto che adesso dobbiamo quasi dimostrare che noi abbiamo una difficoltà

    Noi che cambiamo luogo di residenza e andiamo lontano avremmo tanto voluto evitare questi saluti.

    Non c’è un consiglio che posso darti su come affrontare questa situazione quando ti capiterà, ma posso raccontarti cosa è successo a noi.

    Con la solita dose di ironia che mi contraddistingue.

    H 11.00. Arrivederci e grazie infinite alla nostra pediatra.

    Dico NOSTRA perchè :

    • è a lei che ho confidato spaventata il primo giudizio (molto mal emesso) su un apparente ritardo di linguaggio di Giulia a due anni
    • è lei che mi ha consigliato di attendere i 3 anni per decidere se fare passi oltre
    • è lei che mi ha consigliato senza indugio la NOSTRA neuropsichiatra
    • è lei che quando Giulia si è trovata un’antipatica ciste sotto il collo mi ha indirizzato alla chirurgia pediatrica di Modena e mi ha consigliato il chirurgo perfetto per noi
    • è sempre lei che quando siamo stati costretti a ripetere l’intervento (quel tipo di cisti è filamentosa e i tessuti di una bimba piccola sono difficili da indagare) mi ha consigliato solo un otorino che affiancasse il chirurgo. E solo lui.

    Perchè lei è un esempio di forza femminile immane.
    Cura i figli degli altri e sostiene le sue figlie al massimo.
    E quando oggi mi ha detto “mi rendo conto di essere tesa, ho paura che ritorni” (riferendosi al COVID che, seppur in modo lieve, aveva contratto), mi è venuto spontaneo farla sorridere : “Allora sei umana!”

    H 12.30 Arriviederci e grazie infinite alle nostre TERAPISTE

    Dico NOSTRE perchè se frequenti un reparto di neuropsichiatria infantile e sei minimamente curiosa di partecipare alle attività che servono a far migliorare la difficoltà di tu* figli*, la famiglia diventerà oggetto e soggetto di quella crescita.

    I tuoi umori, le tue vicessitudini, il tuo bisogno di confronto saranno le chiavi di lettura per loro per dare una svolta più precisa alla cura di tu* figli*.

    E solo tu puoi dargliele, loro non si imporranno mai per averle.

    Oggi ho visto venirmi incontro la donna del miracolo (per me).
    La prima che mi ha fatto vedere la luce, che ha aiutato Giulia ad uscire dalla crisi nera del primissimo periodo, a relazionarsi seppure con poche parole ancora a disposizione.
    Insieme a lei, la prima logopedista che seppure l’abbia seguita per poco, a causa dei cambiamenti in reparto, anche lei ha lasciato un segno.

    Erano lì venute per salutarci.
    Prima botta di tachicardia!

    E poi, l’attesa degli ultimi 40 minuti trascorsi da Giulia con le sue terapiste che da circa due anni l’hanno presa in carico.

    La cosa più divertente con loro oggi
    Giulia ha disegnato Ceci con i capelli lunghi.
    E, per far capire che erano lunghi, li ha disegnati in fuori, in senso orizzontale.
    E poi i capelli di Chiara: una sorta di triangolo in testa con la punta poggiata sul cranio, giusto a significare che lei ha una montagna di ricci che vanno verso l’alto

    La cosa più emozionante di oggi?
    Ovviamente il commiato con tutte loro.
    Oggi la mia scorza di marzapane ha ceduto.
    Ci hanno sorretto, ci hanno consigliato, ci hanno indirizzato, hanno presentato Giulia ai colleghi che la prenderanno in carico dove andremo come fosse una tela dipinta : senza troppi numeri, ma con grande passione ed emozione.

    E poi c’è LEI, la nostra neuropsichiatra.

    Colei che tu dovresti poter conoscere per capire quanto si dedichi al suo lavoro e come.
    Non è solo preparata, è un tipo di medico raro al giorno d’oggi : sensibile ma mai accondiscendente, disponibile ma mai servente.
    Il profilo che può davvero fare la differenza in questi casi, anche quando noi genitori, all’inizio, non comprendiamo proprio tutto.

    Non serve rivelare i dettagli, ma posso dirvi che ha eseguito un passaggio di informazioni con i colleghi in una situazione che al 90% tutti avrebbero intenzionalmente evitato.

    E questo per noi come famiglia ha fatto la differenza, perchè ci siamo sentiti accolti e tenuti vicino fino all’ultimo.

    Per finire in bellezza, ti do il vero consiglio in crosta della giornata.

    Quando queste emozioni prendono il sopravvento e tu dimentichi la spesa in auto mentre vai verso il portone di casa, ricorda che c’è sempre accanto a te chi ti dirà

    Mamma, la spesa!

    Se non ci fossi io, ma insomma!

    Standing ovation ai nostri medici!

  • Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *