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    Punto e basta

    Io sono più veloce

    Io sono più veloce di lui.


    Il NOSTRO spettro autistico invisibile, che cerca di impossessarsi di Giulia.

    Pensa di farla franca perchè spunta quando meno me lo aspetto.

    Ma io con lui ho già superato la fase della gavetta.
    E qualsiasi cosa pensa di poter fare dovrà impegnarsi a superare me, il suo più grande ostacolo.

    Io sono più veloce di lui.

    Quando pensa di logorarmi i nervi e invece io rimango del tutto impassibile.

    Ricordo ancora quando ci presentammo, Giulia ed io, al primo incontro con l’educatrice comportamentale del plesso di Neuropsichiatria Infantile che frequentammo per quasi 3 anni.

    Giulia aveva 3 anni e mezzo, parlava molto poco, sorrideva tanto.

    Io esordisco : “Se qualcosa non va come ritiene lei, si butta per terra, piange, non vuole che mi avvicino ma allo stesso tempo mi chiama. Ed io reagisco lasciandola stare un po’ da sola, ma in realtà non so come comportarmi”.

    La nostra di lì a poco “luce” (così l’ho definita in uno dei primi post che ti invito a rileggere QUI ) la mise in crisi intenzionalmente facendo in modo che Giulia si dimenasse.
    Più lei gridava “Mamma” e piangeva più i miei capelli si intrecciavano come quelli di un rasta, dovendo rimanere ferma e aspettare che cessasse.
    Beh, quando smise di piangere e l’educatrice la lasciò andare, non venne da me, nonostante ci avesse perforato il timpano con i suoi 350 mamma al minuto.
    Andò al tavolino dei giochi.

    Mi dissi :

    “Allora, sei tu malefico spettro, che agisci per lei.
    Ok, ci vediamo la prossima volta”


    E in quella nuova occasione, d’accordo con l’educatrice, rimasi fuori ad aspettare.

    Hai presente “L’aereo più pazzo del mondo” quando il pilota improvvisato suda come fossero le cascate del Niagara ad invaderlo?

    Bene, mentre lei strillava e tutti i genitori in sala d’aspetto si chiedevano “questa bambina ce l’avrà una madre che può calmarla?” (ignari loro che certe difficoltà non le calma solo l’amore), io penso di aver fatto 20 volte avanti e indietro lungo il corridoio, per fingere di essere tutto tranne che la mamma di quella bimba.
    Fino al passaggio della nostra (perchè era “nostra”) neuropsichiatra che esordì :
    “Ce ne ha di fiato Giulia! Una bella personalità!”.
    Della serie che ti giri e tutti sono lì che pensano, guardandoti , “che brutta persona che sei, indifferente al pianto di tua figlia!”

    Ti posso assicurare che fu l’ultimo giorno che Giulia pianse, lì e a casa.
    In quel modo isterico, dettato dalla sua incapacità di comunicare.

    L’inizio del nostro percorso in salita.

    Adesso, invece, ti racconto un altro episodio, più recente.

    Quello della corsa in Pronto Soccorso alle 4 del mattino.

    Un anno fa, perchè Giulia tratteneva la pipì da 14 ore e non andava di corpo da 48.

    Accolte da una dottoressa – pediatra si dice, vero? (capirai perchè!) – che la guarda e dice : “Giulia, se non fai la pipì dovrò tagliarti la pancia!”.

    Dunque, vediamo. Laurea in medicina c’è, specializzazione in Pediatria pure.
    “Ok”, ho pensato, “hanno chiamato un Veterinario per il turno di notte”.

    Ma il bello deve ancora venire.

    Giulia distesa sul lettino, due medici due infermiere ed io per tenerla tranquilla. Perchè sai, la Pediatra-Veterinaria le aveva detto che voleva aprirle la pancia e quindi lei, figurati , se stava serena.

    Fiala di Tachiprina gigante (perchè la Tachipirina, tu non lo sai, serve ad urinare oppure ad intontirti in attesa del taglio alla pancia!):
    “Signora, gliela dà lei?”
    Allora ditemelo che sono su Candid Camera e che se non uscivo di casa era meglio: faccio io con due medici a disposizione.
    Va bè, ci provo.
    “Signora, la sputa!”

    Ecco che pensai :
    “Giulia, lei ti ha detto che ti vuole tagliare la pancia, amore della mamma, stai sporcando il lettino del pronto soccorso di Tachipirina.
    E invece dovevi farlo col sangue, mannaggia!”

    Dulcis in fundo, arriva il nostro salvatore.

    Infermiere provvisto di super mega gigante cristere che chiede alle colleghe di aprire le gambine di Giulia per inserirlo dove era d’uopo.
    Giulia, come avrei fatto anche io dinanzi a quel gigante, ovviamente si dimenava e la Pediatra-Veterinaria esordisce urlando : “Giulia, basta urlare. E’ un cristere!”

    Se nell’episodio precedente ho fatto il paragone con “L’aereo più pazzo del mondo”, qui è necessario riportare alla tua memoria “La Sirenetta” di Disney.

    Ecco che mi trasformo – dopo aver mantenuto la calma fino a quel preciso istante per amore di mia figlia – nella strega del mare Ursula ed esplodo.

    “Innanzitutto, lei smette di urlare perchè Giulia ha anche uno spettro invisibile, che complica la situazione con questi modi”.
    “Doveva dirmelo prima, così le parlavo diversamente”
    E Ursula (non più io) le risponde : “Perchè un bambino normodotato che ha problemi fisiologici lei lo tratta minacciandolo di tagliargli la pancia e urlando? A mia figlia adesso cosa promette, un ricamo a punto croce per essere più dolce?!?”

    Da quell’istante, a cristere finito, ci hanno lasciate sole in cameretta fino a quando in bagno finalmente Giulia si è liberata.

    Perchè ho voluto raccontarti questo episodio ?

    Perchè quando a distanza di una settimana ci siamo ritrovate in Pronto Soccorso per la stessa ragione, avevano incaricato una vera Pediatra.

    Che mi aprì le porte di casa del NOSTRO spettro
    Giulia aveva una preoccupazione psicologica che la turbava a tal punto da influire sull’autocontrollo fisiologico.

    Era il periodo, pre-Covid, in cui il padre si era trasferito per lavoro prima di noi nelle Marche e capii in quel momento che lei ne stava soffrendo.
    Poteva dirmelo e non me lo diceva.
    Me la faceva pagare sapendo che entravo in ansia vedendola rimandare i suoi doveri fisiologici.

    Ma io, mio caro spettro, sono più veloce di te.
    E ti restituisco il favore.

    “Giulia, non vuoi andare in bagno? Nessun problema, sai come fare se serve”.

    Ti posso assicurare che mi sono tritata dentro miliardi di volte a far finta di fregarmene, ma alla fine ho vinto io.
    Perchè Giulia ha notato la mia indifferenza e – sembra strano dirlo – ma, grazie al Covid, ci siamo riunite al papà e, piano piano, lei ha ripreso un briciolo di normalità.

    Ecco, spero che con un po’ di ironia, sia riuscita ad infonderti la fiducia necessaria per rassicurarti che il modo migliore per affrontare qualsiasi situazione difficile voi stiate vivendo è guardarti allo specchio e dirti:

    “Io sono più veloce di te!”

    E usare ogni mezzo per impedire alla sua difficoltà di vincere su di te.

    Imparando a conoscerla imparerai anche a dominarla o guidarla, fintanto che non ti sarà possibile alleviarla più di tanto.

    Cara mamma in crosta,

    se a tuo figlio puoi fare SOLO un regalo,

    fai in modo che sia il tuo entusiasmo

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