• il-mio-chiodo-fisso

    Punto e basta

    Se sei costante

    Che non usa la forza, ma la costanza per raggiungere il suo obiettivo.

    Spesso ho paragonato la mia forza interiore al fiume Alcántara, siciliano come me, che con estrema pazienza è riuscito a scavare rocce e passare in mezzo, dando luogo ad un paesaggio mozzafiato.

    La costanza è il primo degli elementi che caratterizzano il nostro essere mamma in crosta.

    Se sei costante nel metodo che usi per aiutare tu* figli* a raggiungere un risultato

    Presto sarai capace di prevedere in quanto tempo, più o meno, potresti farcela.
    Giulia, nei passaggi più significativi della sua crescita, ha impiegato almeno due mesi per sentirsi a suo agio con quanto potesse aiutarla a rendere tutto più semplice.
    Due mesi per imparare la costruzione di alcune frasi
    Due mesi per imparare che il gioco condiviso comporta dei turni da rispettare
    Due mesi per imparare a frenare sulla bicicletta (perché non era per lei accettabile che le mani facessero un movimento mentre c’erano già i piedi a muoversi).

    Ora che ha 7 anni, impiega meno tempo (anche solo un giorno in base al tipo di difficoltà).
    Ma quando mi accorgo che bisogna lavorarci sopra, fingo sempre di avere davanti la bimba di un anno fa, che era più recalcitrante alle novità, così penso di metterci di più del previsto e affronto la “nuova impresa” con più serenità.

    Anche tu* figli* acquisirà un metodo per imparare a gestire la sua autonomia.
    Passerai dalla fase in cui NO è NO, corse all’indietro per rifugiarsi alla parete della stanza o fughe sotto le coperte, alla fase in cui NO è all’inizio NO ma c’è più disponibilità ad ascoltare la tua versione, per comprendere se effettivamente ci si può provare.

    Acquisirai più fermezza anche nei momenti più difficili.
    Quelli in cui loro ci provano a farci cedere e noi invece dobbiamo mostrarci ferme sulle nostre decisioni.
    Se riceviamo un consiglio su come agire in determinate circostanze, non dobbiamo abbatterci perché ai primi tre tentativi è andata male.

    Loro sperano sempre di riuscire a dominarci, creandoci scrupoli che non servono a niente.

    Il metodo supremo per ovviare ai loro comportamenti provocatori è spesso quello di ignorarli.
    Quando si rendono conto che hanno perso “attenzione”, in un modo o nell’altro finiranno per fare ciò che volevamo noi, anche se convinti di farlo perchè lo hanno deciso loro.

    Se ci fai caso, una mamma senza difficoltà come le nostre non troverebbe nulla di diverso, nella lettura di questo post, rispetto al metodo che lei persegue con su* figli*.

    In realtà, ciò che ci distingue è che noi non combattiamo contro capricci o vizi, ma contro la difficoltà dei nostri figli di vedere oltre un muro che da soli che non riescono ad abbattere e che non sempre riusciranno a demolire.

    E poi, cosa ti dico sempre io?

    Il modo migliore per affrontare le difficoltà è con il miglior sorriso del mondo

    Con obiettivi fermi, ciò che è invisibile, usando costanza, diventerà visibile, comprensibile, afferrabile, in alcuni casi discutibile.

    Io non so tu, ma dal nostro “spettrino” – come amo definirlo io – ho imparato tanto.
    Al punto da essermi affezionata alle sue intemperanze perchè mi aiutano a smontarlo ridendo, prendendolo in giro, smussando gli angoli più remoti.

    Per dare luce alla vera forza : quella di Giulia

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